L’Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari (USPUR) informa i propri associati e l’intera comunità accademica dell’iniziativa di avviare un’azione legale presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) volta all’impugnazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 13 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 194, il 22 agosto 2026. Tale provvedimento concerne l’adeguamento del trattamento economico del personale universitario non contrattualizzato e, a giudizio dell’USPUR, presenta un vizio sostanziale nel metodo di calcolo che penalizza significativamente la categoria.
Il Contesto Normativo e l’Errore di Calcolo
Il personale docente e ricercatore universitario rientra tra le categorie professionali i cui trattamenti retributivi non sono definiti tramite contrattazione collettiva, bensì stabiliti per legge. La normativa vigente prevede che, oltre alle progressioni di carriera legate agli scatti stipendiali, il valore tabellare delle retribuzioni debba essere adeguato annualmente. Specificamente, l’articolo 24, comma 1, della Legge 23 dicembre 1998, n. 448, stabilisce che tale adeguamento debba avvenire sulla base degli incrementi medi delle retribuzioni dei dipendenti pubblici contrattualizzati registrati nell’anno precedente.
L’analisi condotta dall’USPUR ha evidenziato un errore metodologico nel calcolo di tale valor medio da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Nello specifico, l’ISTAT avrebbe fatto riferimento a una media pesata, anziché alla media aritmetica, che è invece quella prescritta dalla legge. Questa discrepanza nel metodo di calcolo si traduce in un adeguamento economico inferiore a quanto dovuto per il personale universitario, con conseguente pregiudizio per i docenti e i ricercatori.
Già nel gennaio precedente, l’USPUR aveva prontamente segnalato tale anomalia, inoltrando un’istanza in autotutela alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di sollecitare una revisione del calcolo e la correzione dell’errore. Nonostante tale iniziativa, il DPCM del 13 luglio 2026, pubblicato il 22 agosto 2026, ha perseverato nell’applicazione del metodo di calcolo ritenuto errato.
L’Iniziativa dell’USPUR e il Ricorso al TAR
Di fronte alla persistenza dell’errore e alla mancata correzione in sede amministrativa, l’USPUR ha ritenuto indispensabile avviare la via giudiziaria per tutelare gli interessi economici dei propri associati. In linea con quanto previsto dal proprio Statuto, che attribuisce all’Unione il compito di “rappresentare di fronte allo Stato, alle Università e a terzi i professori e i ricercatori universitari in servizio o in quiescenza, tutelandone gli interessi, d’ordine generale o particolare, giuridici, morali ed economici” e di “assistere gli iscritti nella difesa di tutti i loro diritti ed interessi legittimi”, l’USPUR si sta attivando per promuovere un ricorso collettivo al TAR e sta raccogliendo le adesioni necessarie per la sua proposizione.
A tal fine, è stata stipulata una convenzione con lo Studio Legale Annicchiarico, con sede in Bologna, specializzato in diritto amministrativo. Tale convenzione è valida per tutti i soci USPUR, sia quelli già iscritti sia i nuovi aderenti, che intendano partecipare all’azione legale. L’USPUR, nel pieno rispetto dei propri principi statutari, ha scelto di farsi parte attiva in questa vertenza senza richiedere alcun contributo economico in proprio favore, ponendo l’interesse dei propri iscritti al centro della propria azione.
Modalità di Adesione al Ricorso
I soci USPUR, attuali o futuri, che desiderano aderire al ricorso contro il DPCM sugli adeguamenti economici, sono invitati a seguire le seguenti indicazioni operative:
Documentazione Richiesta
Per formalizzare l’adesione, ciascun partecipante dovrà trasmettere allo Studio Legale Annicchiarico la seguente documentazione:
- Copia di un documento di identità in corso di validità.
- Copia del codice fiscale.
- Cedolino stipendi
- Copia dell’ultima busta paga disponibile.
- Dichiarazione attestante l’iscrizione o l’intenzione di iscriversi all’USPUR. Si precisa che l’iscrizione all’USPUR dovrà essere perfezionata prima del deposito del ricorso.
Costi e Procedure
Il costo di adesione al ricorso è fissato in 200 euro omnicomprensive. Tale importo copre tutte le spese legali e procedurali relative all’azione. La documentazione sopra elencata dovrà essere inviata in formato digitale al seguente indirizzo di posta elettronica:
ricorso@studiolegaleannicchiarico.it
Al ricevimento della documentazione completa, lo Studio Legale Annicchiarico provvederà a inviare una fattura pro-forma contenente tutti gli estremi necessari per effettuare il bonifico bancario relativo al costo di adesione.
Implicazioni per Docenti e Ricercatori
L’iniziativa dell’USPUR rappresenta un’azione concreta in fase di avvio a tutela dei diritti economici dei professori e ricercatori universitari. Si sottolinea che la partecipazione numerosa dei docenti e ricercatori universitari è fondamentale per conferire maggiore forza e incisività all’azione legale, aumentando le probabilità di un esito favorevole. L’esito favorevole del ricorso potrebbe comportare la revisione dei criteri di calcolo degli adeguamenti stipendiali, garantendo una maggiore aderenza alla previsione normativa e, di conseguenza, un trattamento economico più equo e conforme alla legge. L’USPUR ribadisce il proprio impegno costante nella salvaguardia degli interessi della categoria, invitando tutti gli aventi diritto a valutare l’opportunità di aderire a questa importante azione legale per la difesa dei propri diritti.