L’Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari (USPUR) ha esaminato i contenuti dei decreti direttoriali del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) concernenti la ripartizione delle risorse finanziarie per i bandi PRIN 2026 e PRIN Hybrid 2026. Tali provvedimenti, firmati il 15 giugno e pubblicati a fine luglio 2026, rivelano un quadro critico per il finanziamento della ricerca di base in Italia, caratterizzato da tassi di successo complessivamente esigui e da notevoli disomogeneità tra le diverse aree scientifiche e tematiche.
Il Bando PRIN 2026: Tassi di Successo e Meccanismi di Valutazione
Per il bando PRIN 2026, sono stati presentati complessivamente 4.279 progetti, con richieste economiche che ammontano a circa 6,389 miliardi di euro. A fronte di tale domanda, la disponibilità finanziaria complessiva è pari a 260 milioni di euro. Le stime elaborate, basate sull’ipotesi che ciascun progetto finanziato riceva l’importo minimo previsto dal bando (€1 milione), indicano che potranno essere finanziati circa 260 progetti, corrispondenti a un tasso di successo stimato del 6% sul totale delle proposte presentate.
Modalità di Costruzione delle Graduatorie e Clausola di Salvaguardia per gli Under 40
Il meccanismo di finanziamento prevede due linee distinte: una ordinaria e una riservata ai ricercatori Under 40. Le graduatorie sono uniche per ciascun settore ERC. La quota di budget riservata agli Under 40 viene impiegata solo dopo l’esaurimento delle risorse della quota principale, fungendo da clausola di salvaguardia che garantisce ai giovani un tasso di successo minimo, pari al 15% dello stanziamento complessivo per ogni Area ERC. Questa modalità rende complessa una stima puntuale delle probabilità di successo disaggregate, ma evidenzia una forchetta di tassi che, per i progetti ordinari, oscilla tra il 5% e il 7%, mentre per gli Under 40 varia tra il 3% e l’11%, a seconda degli scenari di competitività.
Confronto Internazionale
Il tasso di successo stimato per il PRIN 2026 (circa 6%) si posiziona significativamente al di sotto degli standard internazionali. A titolo di confronto, i bandi ERC (European Research Council) registrano tassi di successo superiori, con l’ERC Starting Grant attestato intorno al 12,3%, il Consolidator Grant al 11,2% e l’Advanced Grant al 9,8% (dati riferiti ai bandi 2025). Ancora più marcata è la differenza rispetto ai programmi di finanziamento della ricerca di base in paesi come Francia, Germania e Spagna, dove le percentuali di progetti finanziati oscillano tra il 20% e il 40%.
Il Bando PRIN Hybrid 2026: Variazioni Significative tra Macrosettori
Il bando PRIN Hybrid 2026, strutturato in cinque aree strategiche (Quantum Technologies, High Performance Computing, Artificial Intelligence, Cybersecurity, Healthcare), ha visto la presentazione di 395 progetti per una richiesta complessiva di 768 milioni di euro, a fronte di una disponibilità finanziaria di 56,6 milioni di euro. Il tasso di successo stimato complessivo per questo bando è dell’11,9%, apparentemente più in linea con i bandi ERC.
Disparità tra Aree Tematiche
Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela una notevole variabilità tra i macrosettori:
- High Performance Computing (HPC): circa il 45,5% dei progetti presentati sarà finanziato.
- Cybersecurity: circa il 37,5% dei progetti sarà finanziato.
- Quantum Technologies: circa il 24,3% dei progetti sarà finanziato.
- Artificial Intelligence (AI) e Healthcare: le percentuali di successo si riducono drasticamente, attestandosi intorno al 9%.
Anche in questo contesto, la clausola di salvaguardia per i progetti Under 40 incide sulle probabilità di successo, in particolare in settori con un numero esiguo di proposte giovanili, come Quantum e HPC, dove il tasso di successo per gli Under 40 può raggiungere il 50%.
Trasparenza e Contesto Normativo
È stato rilevato che i decreti direttoriali del MUR relativi a questi bandi sono stati pubblicati sul sito ministeriale con la dicitura generica “Dotazione finanziaria progetti”, rendendone difficoltosa la reperibilità tramite una ricerca con la parola chiave “PRIN”. Questa modalità di pubblicazione solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’accessibilità delle informazioni relative a provvedimenti di tale importanza per la comunità accademica.
Implicazioni per Docenti e Ricercatori Universitari
Il quadro delineato dai bandi PRIN 2026 e PRIN Hybrid 2026 presenta significative implicazioni per docenti e ricercatori universitari. I tassi di successo estremamente bassi nel PRIN 2026, ben al di sotto della media europea, trasformano la partecipazione a questi bandi in un esercizio ad alto dispendio di energie e risorse per la preparazione delle proposte, a fronte di probabilità di finanziamento assimilabili a quelle di una lotteria. Ciò può generare frustrazione e demotivazione, oltre a distogliere risorse preziose dalla ricerca effettiva.
Le marcate disparità nel PRIN Hybrid, con settori che godono di tassi di successo elevatissimi e altri che si allineano ai bassi standard del PRIN ordinario, suggeriscono una programmazione che favorisce in modo diseguale alcune aree tecnologiche, potenzialmente a discapito di altrettanto importanti ambiti di ricerca. Questa situazione impone ai ricercatori la necessità di valutare attentamente le proprie strategie di partecipazione, orientandosi verso bandi e settori con maggiori probabilità di finanziamento, ma solleva anche interrogativi sulla coerenza e sull’equità del sistema nazionale di finanziamento della ricerca. L’USPUR continuerà a monitorare l’evoluzione di questi meccanismi, promuovendo interventi volti a garantire maggiore equità, trasparenza ed efficacia nel sostegno alla ricerca universitaria.