Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha reso noto l’approvazione del decreto che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2026. Tale provvedimento, firmato dal Ministro Anna Maria Bernini in data 8 agosto 2026, rappresenta lo strumento primario di sostegno economico per le università statali, finalizzato a garantire il loro funzionamento, lo sviluppo della didattica e della ricerca, nonché il supporto al personale accademico e tecnico-amministrativo. Il decreto in questione è il Decreto Ministeriale n. 982 del 29/07/2026.
L’Incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026
Per l’esercizio finanziario 2026, il FFO ammonta complessivamente a 9,415 miliardi di euro. Questo importo segna un incremento di 25,6 milioni di euro rispetto all’anno precedente (2025) e un aumento significativo del 26% se confrontato con il dato del 2019. È stato specificato che nessun ateneo subirà riduzioni di finanziamento rispetto all’anno precedente, evidenziando una politica di rafforzamento degli investimenti nel sistema universitario nazionale.
Obiettivi Strategici e Nuove Misure
Il Ministro Bernini ha sottolineato come l’incremento delle risorse si traduca in una maggiore capacità di programmazione per gli atenei, un rafforzamento del sostegno alla ricerca, un miglioramento della qualità della didattica e l’ampliamento delle opportunità per studenti, ricercatori e docenti. La visione ministeriale mira a rendere il sistema universitario italiano più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito e di posizionare la conoscenza come motore di crescita economica, sociale e civile del Paese.
Tra le novità introdotte con il FFO 2026, si segnala l’istituzione di una specifica misura volta a consentire agli atenei di finanziare progetti strategici e iniziative innovative, ritenute di particolare interesse per lo sviluppo complessivo del sistema universitario nazionale.
Dettaglio delle Assegnazioni e Tendenze di Crescita
L’analisi delle assegnazioni individuali rivela che l’Università La Sapienza di Roma si conferma l’istituzione con il finanziamento più elevato, pari a 555,1 milioni di euro. Seguono l’Università di Bologna con 464,1 milioni, l’Università Federico II di Napoli con 408,2 milioni, l’Università di Padova con 395,9 milioni e l’Università di Torino con 347,3 milioni.
Gli incrementi percentuali più rilevanti rispetto all’anno precedente (2025) sono stati registrati da:
- Università per Stranieri di Siena (+5%)
- Politecnico di Bari (+5%)
- Università Politecnica delle Marche (+5%)
- Università Parthenope di Napoli (+5%)
- Università di Catanzaro (+5%)
Tra le Scuole universitarie superiori, si distinguono la Scuola IMT Alti Studi di Lucca (+5%) e il Gran Sasso Science Institute (GSSI) (+5%).
Considerando un orizzonte temporale più ampio (2019-2026), gli incrementi percentuali più significativi riguardano:
- Università di Ferrara (+60,2%)
- Università di Foggia (+58,6%)
- Università di Bergamo (+48,9%)
- Università Parthenope di Napoli (+48,4%)
- Politecnico di Torino (+47,4%)
Per le Scuole universitarie superiori, le crescite maggiori nel periodo 2019-2026 sono state:
- Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia (+214,3%)
- Gran Sasso Science Institute (GSSI) (+90,3%)
- Scuola IMT Alti Studi di Lucca (+78,6%)
- Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (+52,8%)
- Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste (+45,8%).
Il Parere degli Organi Consultivi
Prima dell’approvazione definitiva, il decreto ha ricevuto i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). In particolare, la CRUI ha espresso un “parere pienamente favorevole”, evidenziando come l’impianto di ripartizione garantisca un “equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione del merito e la stabilità economico-finanziaria delle istituzioni universitarie”. La Conferenza ha inoltre accolto con favore la scelta di procedere a un’immediata ripartizione delle risorse, ritenuta essenziale per fornire alle Università una tempestiva certezza riguardo alle assegnazioni finanziarie per l’esercizio in corso.
Implicazioni per Docenti e Ricercatori
Per la categoria dei docenti e ricercatori universitari, l’approvazione del FFO 2026 con un incremento delle risorse e l’assenza di riduzioni per gli atenei rappresenta un segnale di stabilizzazione e, in parte, di potenziamento. La maggiore capacità di programmazione degli atenei, unitamente al sostegno rafforzato alla ricerca e alla didattica, potrebbe tradursi in nuove opportunità di finanziamento per progetti di ricerca, in un potenziale miglioramento delle condizioni strutturali e strumentali per l’attività accademica e, in prospettiva, in maggiori possibilità di reclutamento e progressione di carriera. L’introduzione di fondi per progetti strategici e innovativi apre inoltre la strada a iniziative di ricerca e didattica di frontiera, in linea con gli obiettivi di internazionalizzazione e valorizzazione del merito perseguiti dal Ministero. L’USPUR continuerà a monitorare l’applicazione di tali disposizioni per assicurare che gli incrementi si traducano in benefici concreti per il personale universitario.