L’Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari (USPUR) informa la comunità accademica in merito alle recenti disposizioni del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) concernenti le procedure di ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026/2027. Il MUR ha comunicato la definizione dei posti disponibili e le modalità di svolgimento delle prove, elementi di primaria importanza per la pianificazione delle attività didattiche e organizzative degli atenei italiani.
Le Prove di Ammissione per l’Anno Accademico 2026/2027
Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottoscritto il decreto che stabilisce le modalità e i contenuti delle prove di ammissione per l’accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per il prossimo anno accademico. Le prove si svolgeranno in due date distinte:
- il 16 settembre 2026 è fissata la prova di ammissione per i corsi di laurea in lingua italiana;
- il 17 settembre 2026 si terrà la prova per i corsi erogati in lingua inglese.
Queste date rappresentano un punto fermo per gli atenei, che dovranno organizzare le sessioni d’esame in conformità con le direttive ministeriali.
La Definizione dei Posti Disponibili
Il decreto ministeriale ha altresì stabilito il numero complessivo dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, differenziando tra lauree triennali e lauree magistrali, e tra candidati residenti in Italia e all’estero.
Per le lauree triennali, il numero totale di posti ammonta a 39.624. Nello specifico:
- 38.184 posti sono destinati a candidati dell’Unione Europea e non-UE residenti in Italia;
- 1.440 posti sono riservati a candidati extra-UE residenti all’estero.
Per quanto concerne le lauree magistrali, la disponibilità complessiva è di 4.572 posti, così ripartiti:
- 4.443 posti per candidati dell’Unione Europea e non-UE residenti in Italia;
- 129 posti per candidati extra-UE residenti all’estero.
La ripartizione di tali posti tra i diversi atenei è avvenuta in base al potenziale formativo espresso da ciascuna istituzione universitaria, un criterio che mira a bilanciare le capacità didattiche e strutturali con le esigenze formative del settore sanitario.
Struttura e Criteri di Valutazione delle Prove
Le prove di ammissione saranno strutturate secondo un unico schema nazionale, sebbene la predisposizione specifica dei quesiti sia affidata a ciascun ateneo. La prova sarà identica per l’accesso a tutti i corsi delle professioni sanitarie attivati presso il medesimo ateneo.
La prova scritta sarà composta da 60 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque opzioni di cui una sola corretta, da risolvere in un tempo massimo di 100 minuti. La composizione dei quesiti è la seguente:
- 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi;
- 5 quesiti di ragionamento logico e problemi;
- 23 quesiti di biologia;
- 15 quesiti di chimica;
- 13 quesiti di fisica e matematica.
Per quanto riguarda la valutazione, il punteggio massimo attribuibile è di 90 punti. I criteri di assegnazione sono i seguenti:
- 1,5 punti per ogni risposta esatta;
- meno 0,4 punti per ogni risposta errata;
- zero punti per ogni risposta omessa.
Saranno considerati idonei all’inserimento in graduatoria esclusivamente i candidati che avranno ottenuto un punteggio superiore a zero. Non saranno comunque inseriti in graduatoria i candidati che non avranno fornito alcuna risposta a nessun quesito.
Le disposizioni ministeriali relative alle ammissioni ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026/2027 rivestono un’importanza strategica per il sistema universitario. Per i docenti e i ricercatori universitari coinvolti nell’erogazione di questi corsi, la definizione dei posti e delle modalità di accesso implica la necessità di una attenta pianificazione didattica e organizzativa. L’USPUR sottolinea l’importanza di monitorare l’adeguatezza del potenziale formativo degli atenei rispetto al numero di posti assegnati, al fine di garantire la qualità dell’offerta formativa e la sostenibilità del carico didattico. Il sindacato continuerà a seguire con attenzione l’implementazione di tali provvedimenti, ponendosi come interlocutore per la tutela degli interessi della comunità accademica.